19/CIRCE

Le foto della serata dello spettacolo  â€¢ 19/ Circe •

ph. Aurelio Castellaneta Images 

di e con Giulia Gallo
e la partecipazione di Giorgio Consoli
musiche Alex Palmieri // video Enrico Acciani

“Benvenuti: questa è la mia isola deserta. La storia si ripeterà uguale a sé stessa, temo. Qui tutto è possibile. Io sono Circe: tu cosa sai di me?”
Le parole di Circe, gli echi del ricordo di un uomo o di tutti gli uomini che ha incontrato, un luogo fatto di ricordi e memorie, ci conducono in un viaggio oltre i confini della connotazione omerica, tra
sogno e realtà, un flusso di coscienza e la possibilità di un cambiamento.
L’opera è una nuova interpretazione della “maga dai bei capelli ricci e dalla voce umana”: contaminazioni passate, come la Circe di Julia Augusta Webster, e contemporanee, come le parole di Margaret Atwood, si fondono nel monologo di Giulia, interprete e regista, per dar voce ad una
nuova Circe.

Chi è Circe? Perché sentire la necessità oggi di raccontare la storia di questa donna?

È Circe che parla. Ed è una donna. 
C’è chi ne scrive miti e leggende, chi la racconta attraverso i viaggi di ritorno a casa di eroi, chi la dipinge con un dito che indica in una postura fiera e severa. 
Avete mai pensato a cosa potesse fare Circe durante i momenti di solitudine? Quali sono i reali poteri di Circe? La magia nera, le metamorfosi, la cattiveria, lasciamola alle leggende. Niente di tutto ciò le appartiene. Del mito rimangono il fascino e l’incantesimo della bellezza e della femminilità. Riformuliamo la domanda Cosa potrebbe fare una persona sola su un’isola? Cosa succede quando all’improvviso una macchia nera compare all’orizzonte, e tu stai li e la vedi che lentamente si avvicina, e senti il cuore dentro che ti batte forte e ti passano per la mente tutte quelle immagini di possibilità infinite? Metti tutto in ordine, rifletti su cosa poter dire, ti prepari all’incontro che potrebbe cambiare la tua vita per sempre. Ed alla fine nulla di tutto ciò è servito, quella macchiolina nera che era diventata grande ora è di nuovo lontana e tu stai li e la vedi nella direzione opposta, senza avere la forza di parlare. 19/Circe è un viaggio nella memoria di questa incantevole donna, tra quello che pensa, sogna e ricorda, le parole si materializzano in scena come echi di un momento lontano, spunti di riflessione ed accettazione della sua condizione. Umana si, non immortale. Un racconto con diversi percorsi che terminano e ricominciano, pause e nuovi inizi e la prospettiva di un cambiamento si intravede, alla fine. [ Giulia Gallo]

organizzazione Urban in motion produzioni teatrali